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SUTOR RANGERS 1976 MONTEGRANARO
COMUNICATO – 10 MARZO 2011
In riferimento ai fatti accaduti domenica 6 marzo durante la gara casalinga contro la Virtus Bologna, intendiamo chiarire la nostra posizione in merito.
Crediamo fermamente che come nulla si possa imputare a molti se non a quasi tutti i giocatori sotto il profilo dell'impegno, della dedizione al sacrificio e dell'attaccamento alla maglia, differente è il nostro giudizio per quanto riguarda l'atleta Allan Ray. Lo stesso, fortemente voluto da coach Pillastrini come punta di diamante, a completare il roster, che qualcuno a suo tempo ha definito il più bello della storia della pallacanestro a Montegranaro, si è purtroppo rilevato tutt'altro che decisivo in alcune gare ma sopratutto dannoso in molte altre. La fortuna non sarà certo dalla sua parte, la propensione ad essere un solista di certo non lo aiuta ad inserirsi in un concetto di sport di squadra; prendere la palla ed annullare l'azione per 20 secondi per poi “costruirsi” il tiro sono il suo vangelo; la poca umiltà ed il narcisismo che lo caratterizzano nel suo stile di gioco hanno da tempo oltrepassato ogni limite. Tutto nella norma, solo alcune critiche più che lecite mosse da parte dei tifosi ma nulla di rilevante, fino a quando, lo stesso, si è permesso di insultare pubblicamente i suoi sostenitori su Twitter, dando dei “fottuti idioti” a tutti quelli che lo criticavano, permettendosi addirittura di commentare le scelte societarie riguardo al taglio dell'americano Bobby Jones. A quel punto come avremmo dovuto comportarci? Avremmo dovuto far finta di niente e farci continuare a prendere in giro come se nulla fosse accaduto? Forse sarebbe dovuta intervenire la stessa società prima di noi, ma visto che nulla si è mosso, gli abbiamo semplicemente dedicato uno striscione con scritto: “Ti devi vergognare di come giochi e di quello che scrivi... tornatene a casa.” Per noi è una persona non più degna di indossare la casacca gialloblù, non l'ha mai saputa onorare e non vogliamo assolutamente che continui, con il suo modo di comportarsi, a darci ragione. A questo punto, appurata l'inutilità dell'atleta alla nostra causa, ci chiediamo come sia possibile, dopo 7 mesi e 21 gare, vederlo ancora in campo ad aspettare che entro fine campionato qualcosa migliori e che il nostro destino scivoli quindi tra le sue mani. L'atleta però, in fin dei conti, domenica non si è permesso in alcun modo di rivolgersi al pubblico, ma ha accettato tutto sommato critiche, striscioni ed offese rivolte verso di lui; si è quindi solo limitato a giocare, male, come al solito. Ci ha pensato invece il coach Stefano Pillastrini a prendersi le sue difese; quando l'ha sostituito e ¾ del palazzetto (la maggioranza, non minoranza) ha ancora inveito contro Allan Ray, lo stesso cittadino onorario si è permesso di mandare a quel paese i propri sostenitori, sia quelli che lo hanno sempre adulato, sia quelli che non lo avrebbero più voluto a Montegranaro. Inutile spiegare i fatti ed i motivi per cui molti non desideravano il suo ritorno alla Sutor; chi come noi era a Caserta sotto la neve, chi si ricorda di quando ci fece pesare il fatto di avergli “negato un sogno” perchè era comunque rimasto da noi invece di andare alla sua Fortitudo (per poi andare alla Virtus l'anno successivo pagando, lui o chi per lui, la penale per la rescissione del contratto); chi c'era a Fabriano, quando sul -20, all'invito dei tifosi di tirar fuori gli attributi, rispose il giorno successivo a mezzo stampa, attaccando la tifoseria, sà bene di cosa parliamo. Avrebbe dovuto cercare di far cambiare idea a tutti quelli che non credevano più in lui, parlando con il bel gioco e con l'umiltà che lo caratterizzava ai tempi della B1/A2, invece ha ritenuto opportuno sfogarsi in quel modo, puntando il dito sopratutto su chi macina circa 20.000 km l'anno per la Sutor, su chi perde sonno, su chi ci spende soldi e sopratutto su chi, a conti fatti, ha sempre preferito limitare le proprie richieste ad una società che comunque fa i suoi sforzi per andare avanti. La stessa società però, o chi per essa, ha dimostrato ancora una volta che del suo pubblico, ed in special modo della sua tifoseria, che da lunedì ha cominciato ad identificare con l'appellativo di “minoranza”, non gliene frega niente e, invece di cercare dialogo con chi di dovere, preferisce difendere, a spada tratta, alla luce dei fatti e continuando a negare l'evidenza, i suoi stipendiati.
Pertanto, in risposta a quanto sopra citato, a partire dalla data odierna, i “Sutor Rangers ”, pur garantendo comunque la presenza, decidono di sospendere a tempo indeterminato ogni attività
di tifo.
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